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Ho sempre condannato amaramente ciò che provo per te.
L'ho sempre cercato di seppellire, di estraniare da un organo che scalpita alla tua vista, che si dimena al tuo nome,
che si affida solo a ciò che sente, non a ciò vede.
Non poteva funzionare, mi ripetevo, a causa dell'età, a causa delle differenze tra di noi, a causa del fatto che semplicemente, forse, nemmeno ti piacevo, e allora lo soffocavo, soffocavo ogni cosa, per poi sentire comunque un nodo al petto ogni volta che vedevo un ragazzo simile a te, ogni volta che ti incontravo nei sogni, ogni giorno, quando per caso apparivi nella mia mente.
Eppure mi stupivo ogni volta, perché sento un peso nel petto così squilibrante?
Perché proprio tu?
Ho provato ogni metodo, ti ho maledetto migliaia di volte nella mia mente, pensavo che avrei preferito non averti mai conosciuto, perché non sopportavo che nonostante il passare dei mesi, nonostante i nostri pochi incontri, ciò che provavo restava inalterato; ti ammiravo, ma non nel modo in cui si ammirano gli idoli o le persone di successo, ti ammiravo come si ammirano i piccoli gesti di gentilezza, come si ammirano le stelle e ci si rende conto quanto si è piccoli a confronto, come i bambini ammirano qualsiasi cosa gli sia nuovo.
Odiavo non aver alcun controllo delle mie emozioni, che tu ci fossi o no, che io lo volessi o no.
Ho provato ad odiarti per mesi, ma l'averti amato per anni ha reso impossibile l'impresa.
Ho cercato rimpiazzi, ho cercato di colmare il vuoto che un sentimento così completo si ostinava comunque ad infliggermi.
Sei diventato lo standard per ogni altra persona che si sia mai avvicinata a me, uno standard irrangiungibile, completamente insormontabile per gli altri, che mi ha fatto rendere conto che non sei uno tra i tanti, che sei molto più speciale di quanto tu creda.
Mi emozionavo quando con qualcuno ridevo spontaneamente come facevo con te, ogni volta che le conversazioni si facevano leggere ma mai superficiali, ogni volta che potevo essere me stessa; senza filtri ,senza nascondigli.
Speravo di incontrare qualcuno col giusto equilibrio tra umorismo e serietà, la cui sola presenza stimolasse la mia curiosità, la cui sola presenza riuscisse a soddisfare domande che non si sono mai nemmeno formulate in me.
Qualcuno come te, insomma.
Ho cercato nelle iridi delle persone quella scintilla che ho sempre solo visto nei tuoi, una particolarità che li rendeva speciali, unici.
Speravo che qualcuno potesse eguagliarti,speravo non fossi così difficile da sostituire.
Ogni giorno mi illudo di averti dimenticato, di averti lasciato nel passato, ma sembra impossibile per il mio cuore, perchè lui ti desidera presente da tempo.
Ti ha cercato nelle storie d'amore più impossibili, nei film romantici più tristi, nelle poesie più profonde, nelle ore più luminose, più buie. Ti ha cercato tra le eterne stelle, tra i granelli di sabbia di lunghe estati, ti cerca ogni giorno tra le facce di sconosciuti, ti cerca invano.
Per mesi non avevo nulla di te, se non i ricordi, i sogni in cui spesso ti ritrovavo o i luoghi ancora intatti in cui per caso ci siamo incontrati.
Ci passavo davanti trattenendo il respiro, a volte distoglievo lo sguardo, sperando che per una volta non avrei sentito niente, sperando ogni volta di non rivedere la tua sagoma e la mia, di non ascoltare piú la tua voce e la mia,
vedere i tuoi occhi e sentire un cuore, il mio.
Forse sono troppo ingenua per dire di amare, troppo incosciente per smettere.
Perchè pur sapendo quanto sia impossibile, pur avendo ancora tutta la vita davanti, il mio cuore si batte ogni giorno per te. Si convince che tu sia l’unico e cerca ragioni per rimanere legato a te; si aggrappa a speranze illudenti, a ricordi via via più sfuocati e ritoccati a suo favore.
In ogni caso ,tu sei troppo distante da me.
Non saprai mai cosa sei stato ai miei occhi, cosa sarai per sempre ai miei occhi; e forse è proprio così che deve andare.
Tu starai andando avanti con la tua vita adesso, e io immagino ogni giorno che una mattina mi sveglierò e farò lo stesso, ma c'è una parte di me che sa che non dimenticherò mai come tu mi abbia fatto sentire, non dimenticherò la tua persona, il tuo modo di parlare, di scherzare. Non scorderò quanto grazie a te io sia maturata, quanto l’attesa e la nostalgia mi abbiano insegnato.
Quanto esse mi abbiano soprattutto segnato. Ti ho atteso ogni giorno da quando ti ho incontrato, ho aspettato che mi parlassi, ho aspettato di incontrarti per caso, che anche tu sentissi quella strana emozione alla mia vista. Ho atteso in silenzio, e in silenzio ho trattenuto tutto dentro.
E poiché non potevo parlarti, ho iniziato a scriverti. Scrivo di te spesso, quando più sento la tua assenza, quanto più riesco, per dare un senso alle ore spese a pensarti, per dimostrare, forse solo a me stessa, quanto sia reale e vero il mio sentimento.
Non sai quante volte ho sperato che i miei occhi ti rivelassero ciò che con le parole non sarei mai in grado di comunicarti. Quante volte ho sperato che mi capissi e che mi dicessi la tua opinione, quante volte mi sono sentita vulnerabile a mostrarti i miei occhi, poichè a te non riescono a nascondere neanche un pensiero.
Ci ho provato, davvero, a smetterla di amarti,
ma senza una fine, senza averne mai potuto parlare con te, affidandomi solo ai miei ricordi ,non sono riuscita a lasciarti andare. Non riesco a seppellire la sensazione di te che mi guardi, di te che mi parli, di te che sorridi. Non riesco a nascondere le speranze di un noi, le speranze che tu possa aver provato lo stesso, anche se per poco.
Non abbandono queste speranze, ma spero allo stesso tempo di lasciarti andare e non ritrovarti mai più.
Forse mi contraddico dicendo ciò, ma credo che una via di mezzo, ovvero ciò che vivo adesso, riuscirebbe a consumarmi così tanto, che non potrei più usare il cuore come metafora per l'amore.
Ti dedico questa lettera, anche se so che tu non la leggerai mai e la mia voce non sarà mai in grado di dirti tutto ciò.